Arrivo con notevole ritardo a parlare di questa serie che, a quanto pare, in qualche modo è memorabile per il pubblico. Provo a vederlo e, alla fine mi rendo conto che o non ci capisco nulla di serie animate per adulti oppure davvero questa serie non è un granché.

Non è brutta, assolutamente, altrimenti non si spiegherebbe un mio arrivo alla stagione 6, ma non riesco a trovare nessun modo in cui questa serie sia memorabile. Ho vari problemi con questa serie: non rido per le battute o le gag, non trovo brillante la trama, non trovo rivoluzionario il modo di affrontare questioni reali, non riesco a farmi piacere nemmeno gli show nella serie. Per quanto mi riguarda è semplicemente sopravvalutata.

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1. Non rido per le battute o le gag

Sebbene il lato comico o commedia della serie non copra nemmeno il 40% della serie comunque per quel poco non riesco né a ridere né a empatizzare con i personaggi, il creatore dice di essersi ispirato ad Archer, infatti mantiene la linea “chi più chi meno i personaggi sono tutti degli idioti”, con la differenza che i personaggi sono costruiti abbastanza da risultare verosimili nelle loro mentalità e nelle loro scelte, ma nonostante ciò sono tutti chiusi nella loro bidimensionalità e nella serie di scelte sbagliate e poco ovvie che fanno. Con Todd è comprensibile, BoJack pure, ma gli altri sono praticamente fanno puttanate in modo praticamente forzato.
Nella mia mente, poi, traducevo tutti i giochi di parole e gli scioglilingua inglesi sebbene la guardassi in italiano…
…guardarla in originale non mi sarebbe servito a nulla comunque.
E all’infuori di questo non ci vedo un buon trattamento di sofferenze profonde, è piatto come una sit-com anni ’90.

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2. Non trovo brillante la trama

Della trama serializzata che lega le puntate preferisco non parlarne, sul serio. Se alla fine so che faranno tutti la scelta sbagliata è inutile pensare di continuare a seguirla, già sai che gli autori faranno di tutto per rovinare i vari personaggi. Non è nemmeno una concatenazione di eventi, è semplicemente la serie di coincidenze più gratuita mai vista. Fino alla stagione 2 era apprezzabile, ma già dalla 3 avevano finito le idee a mio parere e le ultime stagioni potevano essere accorpate tutte in un punto. Alla fine quello che, penso, piace al pubblico di Bojack è l’illusione che faccia tutto parte di un’evoluzione quando vedi i particolari delle puntate precedenti che si ripercuotono sul futuro (Hollywood che diventa Hollywoo dopo che la D della scritta viene rubata, la ditta Cabracadabra, tutte le varie minchiate che progetta Todd che poi hanno un seguito), quando alla fine dici solo “ok”, non “aaaaah, ecco che era successo!”. Apprezzo che abbiano reso partecipe anche lo spettatore, ma comunque non è questa gran cosa, in misura minore si facevano in una sit-com degli anni ’90.

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3. Non trovo rivoluzionario il modo di affrontare le questioni reali.

Lo scandalo Bill Cosby, il movimento MeToo, il riconoscimento dell’asessualità come orientamento sessuale, il problema delle armi da fuoco, dipendenze da droga e alcool e tutto il resto non sono affrontati né meglio né peggio di come uno può farsi un’idea da solo senza vedere le avventure di un cavallo cinico e arrogante, un labrador ingenuamente stupido, un’autrice depressa, una agente senza vita se non lavorativa e tutto il resto dei personaggi della serie. Per come sono orchestrati sembra tanto un “Oh! E’ successo questo! Mettiamolo in mezzo!” e basta. Esiste soltanto, lo trattano in modo abbastanza naive o comuqnue non più o meno di un articolo e non approfondiscono per niente la vicenda reale collegata. Nella quarta stagione di Gomorra viene messo in mezzo il problema della terra dei fuochi che, però, viene approfondito nel rapporto del proprietario della terra con la camorra, perché il proprietario non ha mai detto alla moglie malata di cancro che ha accettato lui di farsi avvelenare il terreno volontariamente, mostrando che la responsabilità di questa vicenda è totale. Invece in BoJack Horseman tutti i temi vengono affrontati e chiusi con uno “‘sti cazzi” implicito talmente violento da abbatterti almeno 20 neuroni ogni volta. Insomma la denuncia è blanda come nelle sit-com degli anni 90.

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4. Non riesco nemmeno a farmi piacere gli show della serie

Sta altro da dire? Se non ci sono riusciti con nessun punto della serie anche questi show che dovrebbero mostrare uno spaccato della TV tra anni 80 e 2019 per me sono solo riempitivi. Una cosa sola ho trovato sfiziosa nella serie: le sperimentazioni di puntata. La puntata muta ambientata sott’acqua era buona, la puntata che è un’intera elegia funebre pure non era così male, insomma tutte quelle cose che non erano puntate normali o flashback erano apprezzabili, ma come dissi con “Two Broke Girls” se guardando una serie quello che aspetti davvero invece dei protagonisti è il personaggio secondario che spunta fuori all’improvviso e fa la sua battuta di entrata allora c’è un problema. In fondo tutte le sit-com degli anni ’90 soffrivano di questo problema.

Aspettate un momento… ho ripetuto molte volte “sit-com degli anni ’90” e “BoJack Horseman” è proprio una serie su una star di una sit-com anni ’90. Si può dire che questo genere è il fil-rouge della serie nonostante le varie evoluzioni; è questa la luce che mi dovrebbe far apprezzare tutto ciò? Ho realizzato questa genialata degli autori solo ora.

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Ma in realtà stavo solo perculando, il mio ripetermi è stata una forzatura per far capire che anche io in 10 minuti posso arrivare a dare una spiegazione apprezzabile a una scemenza atteggiandomi a giovane Holden delle palazzine e sperando che un pubblico lo noti, solo che sono troppo onesto per mantenere questo scherzo.

Insomma “BoJack Horseman” per me non ha nulla di memorabile, senza se, senza ma e con parecchi perché.