Anna [Floanne]'s Reviews > Il mio paese inventato
Il mio paese inventato
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Invecchiare è un processo lento e subdolo. A volte mi dimentico che il tempo passa - dentro di me non ho ancora compiuto trent'anni - ma, immancabilmente, i nipoti mi fanno scontrare con la dura realtà, quando mi domandano se "ai miei tempi" c'era l'elettricità. Gli stessi nipoti sostengono che nella mia mente esiste un paese dove i personaggi dei miei romanzi vivono le loro avventure. Quando racconto storie del Cile credono mi riferisca a questo paese inventato.
Un’autobiografia che si legge come un romanzo e che ricorda per molti versi lo stesso esperimento già affrontato dall’altro mio grande amore letterario, Gabriel Garcia Marquez, nel suo bellissimo Vivere per raccontarla. Come Gabo, anche la Allende ci svela la genesi di moltissimi dei suoi personaggi, nati dal ricordo di persone e familiari che hanno influenzato il suo vissuto negli anni cileni. Un malinconico omaggio alla sua terra, il Cile, a Santiago, la città in cui è cresciuta, alla sua gente, ai suoi costumi e alla famiglia da cui ha dovuto allontanarsi forzatamente a causa del golpe del 1973. Da quel momento ha vissuto da esiliata, come lei stessa si definisce, portando però sempre nel cuore (e nelle pagine dei suoi romanzi), le contraddizioni di questa terra alla fine del mondo, in cui le donne sono i veri pilastri della società, ma dove vige ancora il patriarcato; in cui la religione cattolica domina ovunque, ma si ricorre ai rituali di guarigione indigeni e gli spiriti muovono oggetti in giro per casa.
Da tutto ciò, la Allende ha attinto il materiale per plasmare personaggi unici e indimenticabili e questa lettura mi ha fatto venire voglia di rileggere tutti i suoi libri. Voto: 4****
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Anna [Floanne]'s review
bookshelves: _sudamerica, biblioteca, biography-autobiography-memoir
Feb 02, 2020
bookshelves: _sudamerica, biblioteca, biography-autobiography-memoir
Invecchiare è un processo lento e subdolo. A volte mi dimentico che il tempo passa - dentro di me non ho ancora compiuto trent'anni - ma, immancabilmente, i nipoti mi fanno scontrare con la dura realtà, quando mi domandano se "ai miei tempi" c'era l'elettricità. Gli stessi nipoti sostengono che nella mia mente esiste un paese dove i personaggi dei miei romanzi vivono le loro avventure. Quando racconto storie del Cile credono mi riferisca a questo paese inventato.
Un’autobiografia che si legge come un romanzo e che ricorda per molti versi lo stesso esperimento già affrontato dall’altro mio grande amore letterario, Gabriel Garcia Marquez, nel suo bellissimo Vivere per raccontarla. Come Gabo, anche la Allende ci svela la genesi di moltissimi dei suoi personaggi, nati dal ricordo di persone e familiari che hanno influenzato il suo vissuto negli anni cileni. Un malinconico omaggio alla sua terra, il Cile, a Santiago, la città in cui è cresciuta, alla sua gente, ai suoi costumi e alla famiglia da cui ha dovuto allontanarsi forzatamente a causa del golpe del 1973. Da quel momento ha vissuto da esiliata, come lei stessa si definisce, portando però sempre nel cuore (e nelle pagine dei suoi romanzi), le contraddizioni di questa terra alla fine del mondo, in cui le donne sono i veri pilastri della società, ma dove vige ancora il patriarcato; in cui la religione cattolica domina ovunque, ma si ricorre ai rituali di guarigione indigeni e gli spiriti muovono oggetti in giro per casa.
Da tutto ciò, la Allende ha attinto il materiale per plasmare personaggi unici e indimenticabili e questa lettura mi ha fatto venire voglia di rileggere tutti i suoi libri. Voto: 4****
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Il mio paese inventato.
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April 7, 2019
– Shelved
April 7, 2019
– Shelved as:
to-read
January 14, 2020
– Shelved as:
_sudamerica
January 21, 2020
– Shelved as:
biblioteca
January 27, 2020
– Shelved as:
biography-autobiography-memoir
January 27, 2020
– Shelved as:
to-read
January 31, 2020
–
Started Reading
February 2, 2020
–
Finished Reading

