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Doctor Who: Seeing I (Eighth Doctor Adventures, #12)
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Grande balzo di qualità per questo libro, in cui i coniugi Blum e Orman portano a conclusione l'arco narrativo della “Sam dispersa”.
Riprendendo dal finale di Dreamstone Moon, Sam, turbata dalle sue azioni e dai suoi sentimenti per il Dottore, ha preso la sciocca decisione di allontanarsi da lui e cercare di rifarsi una vita su un altro pianeta. Impresa che si rivelerà tutt'altro che semplice, senza avere alcun talento né conoscenza di quel secolo, senza identità, né lavoro, né soldi. Nel frattempo il Dottore segue le sue tracce e cerca di ottenere informazioni sulla sua posizione, prima scontrandosi con un'impenetrabile burocrazia, poi avvalendosi di metodi illeciti.
A partire da queste basi apparentemente ordinarie, diventa sempre più evidente che il mondo di Ha'olam ha un lato oscuro e che la INC, con il suo monopolio totale, è molto più inquietante di come sembra.
La narrazione copre sia per il Dottore sia per Sam un periodo di tempo di ben oltre tre anni, periodo che andrà a sconvolgere le vite di entrambi. Per lei significa costruirsi una vita partendo da zero, mettendo in evidenza quanto sia un'impresa immane. Inizialmente spaesata e priva di qualunque speranza, con il reale pericolo di finire come quei poveri senzatetto con cui si ritrova a vivere, si trova un lavoro sufficiente a permetterle di sopravvivere ma al costo di schiacciarle completamente l'anima, per poi scoprire finalmente la propria vocazione, aiutare il prossimo ed elevarsi oltre a questo fino a diventare lei stessa la forza trainante per cambiare il mondo in cui vive, in una gloriosa espressione della sua crescita.
Inoltre, le sue esperienze sentimentali più o meno riuscite e il modo in cui supera le rotture danno tutta un'altra prospettiva a quella che era una cotta adolescenziale e che ora può affrontare con maggiore maturità.
In senso opposto, quella che per il Dottore era semplice routine si trasforma in una delle sfide più grandi che abbia mai affrontato. Rinchiuso in una prigione relativamente confortevole ma senza alcuna possibilità di fuga nonostante gli innumerevoli tentativi, il suo spirito viene progressivamente schiacciato fino a chiudersi in sé stesso.
Non è una sorpresa quindi, se posso permettermi uno spoiler, che il suo salvataggio sia dovuto proprio a Sam, in una mossa che va in un colpo solo a riscattare il suo personaggio, da altri autori bistrattato e confinato a quello di generica companion insulsa.
Ma non finisce qui, perché oltre a ciò che si può vedere a prima vista, si nascondono altri misteri che verranno affrontati nella parte finale del romanzo, in capitoli molto più carichi di azione ma che non si dimenticano di esplorare le ripercussioni che quella separazione ha portato ai due protagonisti.
È quindi un libro molto impostato sui personaggi, ma con un'ottima trama. Gli autori riescono non solo a dare carattere a Sam, ma anche a catturare la voce dell'Ottavo Dottore in un periodo in cui, avendo soltanto il film come riferimento, non era cosa facile.
Vengono inoltre inseriti piccoli accenni ad un arco narrativo su Sam, semi che aveva piantato Lawrence Miles in Alien Bodies e che daranno i loro frutti, se ho ben capito, nel prossimo libro di Orman e Blum, Unnatural History. Prima di arrivarci, tuttavia, mi riservo di leggere un altro paio di libri nel mezzo.
Certo è che Seeing I è il miglior libro delle EDA finora, ed ha alzato l'asticella per i prossimi.
Riprendendo dal finale di Dreamstone Moon, Sam, turbata dalle sue azioni e dai suoi sentimenti per il Dottore, ha preso la sciocca decisione di allontanarsi da lui e cercare di rifarsi una vita su un altro pianeta. Impresa che si rivelerà tutt'altro che semplice, senza avere alcun talento né conoscenza di quel secolo, senza identità, né lavoro, né soldi. Nel frattempo il Dottore segue le sue tracce e cerca di ottenere informazioni sulla sua posizione, prima scontrandosi con un'impenetrabile burocrazia, poi avvalendosi di metodi illeciti.
A partire da queste basi apparentemente ordinarie, diventa sempre più evidente che il mondo di Ha'olam ha un lato oscuro e che la INC, con il suo monopolio totale, è molto più inquietante di come sembra.
La narrazione copre sia per il Dottore sia per Sam un periodo di tempo di ben oltre tre anni, periodo che andrà a sconvolgere le vite di entrambi. Per lei significa costruirsi una vita partendo da zero, mettendo in evidenza quanto sia un'impresa immane. Inizialmente spaesata e priva di qualunque speranza, con il reale pericolo di finire come quei poveri senzatetto con cui si ritrova a vivere, si trova un lavoro sufficiente a permetterle di sopravvivere ma al costo di schiacciarle completamente l'anima, per poi scoprire finalmente la propria vocazione, aiutare il prossimo ed elevarsi oltre a questo fino a diventare lei stessa la forza trainante per cambiare il mondo in cui vive, in una gloriosa espressione della sua crescita.
Inoltre, le sue esperienze sentimentali più o meno riuscite e il modo in cui supera le rotture danno tutta un'altra prospettiva a quella che era una cotta adolescenziale e che ora può affrontare con maggiore maturità.
In senso opposto, quella che per il Dottore era semplice routine si trasforma in una delle sfide più grandi che abbia mai affrontato. Rinchiuso in una prigione relativamente confortevole ma senza alcuna possibilità di fuga nonostante gli innumerevoli tentativi, il suo spirito viene progressivamente schiacciato fino a chiudersi in sé stesso.
Non è una sorpresa quindi, se posso permettermi uno spoiler, che il suo salvataggio sia dovuto proprio a Sam, in una mossa che va in un colpo solo a riscattare il suo personaggio, da altri autori bistrattato e confinato a quello di generica companion insulsa.
Ma non finisce qui, perché oltre a ciò che si può vedere a prima vista, si nascondono altri misteri che verranno affrontati nella parte finale del romanzo, in capitoli molto più carichi di azione ma che non si dimenticano di esplorare le ripercussioni che quella separazione ha portato ai due protagonisti.
È quindi un libro molto impostato sui personaggi, ma con un'ottima trama. Gli autori riescono non solo a dare carattere a Sam, ma anche a catturare la voce dell'Ottavo Dottore in un periodo in cui, avendo soltanto il film come riferimento, non era cosa facile.
Vengono inoltre inseriti piccoli accenni ad un arco narrativo su Sam, semi che aveva piantato Lawrence Miles in Alien Bodies e che daranno i loro frutti, se ho ben capito, nel prossimo libro di Orman e Blum, Unnatural History. Prima di arrivarci, tuttavia, mi riservo di leggere un altro paio di libri nel mezzo.
Certo è che Seeing I è il miglior libro delle EDA finora, ed ha alzato l'asticella per i prossimi.
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Doctor Who.
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Reading Progress
September 21, 2021
–
Started Reading
September 21, 2021
–
Finished Reading
September 27, 2021
– Shelved

