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Gli anni by Annie Ernaux
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bookshelves: autori-francesi, letteratura-francese, autori-che-amo, memoir, storia

«Sto per compiere cinquant'anni, sarebbe ora di sapere chi sono.»

Annie Ernaux abbandona l'autobiografico intimista per sconfinare nell'autobiografia collettiva e farsi coro, voce narrante di un'epoca.
L'io diventa noi, le foto in bianco e nero di famiglia, che la ritraggono in varie fasi della vita sin da quand'era bambina, fino al passaggio a quelle a colori (e dai filmini super8 alle cassette Vhs) riflettono la sua storia individuale e al tempo stesso diventano specchio dei mutamenti collettivi della Francia e del popolo francese.
Dal secondo dopoguerra, durante il quale, dopo un primo momento di choc, tutti, vecchie e nuove generazioni, hanno fretta di sbarazzarsi dei ricordi dei tempi di guerra come colti da una postuma amnesia collettiva, agli anni del benessere e della modernità e del materialismo e dal senso smisurato e salvifico del possedere e accumulare cose - «eravamo presi da un desiderio assillante di comprare, come se l'acquisto di una cialdiera elettrica o di una lampada giapponese dovesse fare di noi esseri differenti» -, in primis la TV, che entra con prepotenza in tutte le case - Era finita l'epoca dell'ingenuità sociale, e la televisione entrava in tutte le case - Solo i fatti mostrati in televisione davano accesso alla realtà - "l'ha detto la TV" - al post colonialismo e alle rivolte nelle banlieu dei beurs, che pone di fronte a un esame di coscienza sociale e individuale, dal Maggio francese a Charlie Hebdo in ogni casa della bourgeoisie, dall'Algeria e al Vietnam, dalla caduta del Muro all'ex Jugoslavia e all'ex Unione Sovietica, dalle guerre del Golfo all'11 settembre - a New York era mattina, ma per noi sarebbe per sempre rimasto pomeriggio - da Giscard d'Estaing a François Mitterand, da Jospin a Le Pen, dalla conquista e alla scoperta di ogni donna della propria capacità di autonomia nella società e nella famiglia, dalla pillola al divorzio e alla libertà sessuale, dall'aborto alla maternità, dalla lunghezza delle gonne che si accorciano e si allungano allo stesso modo in cui si accorciano e si allungano i capelli, dall'ecologismo all'Euro e alla globalizzazione, dalla Storia che passa per le storie, dall'io passando per il noi, Annie Ernaux tratteggia l'autobiografia di un popolo intero.

E la sua scrittura è anche qui, ancora una volta come nello splendido Il posto (ma anche nel tessere nuovamente il filo che lo unisce a L'onta e agli altri suoi scritti, che hanno sempre una matrice autobiografica, come Gli armadi vuoti) una scrittura analitica, tagliente, distaccata, chirurgica, che impietosamente, ma con un filo di asciutta nostalgia, (auto)critica il progressivo allontanamento dalle antiche aspirazioni sociali e, nell'imborghesimento, la dimenticanza delle origini: la memoria si faceva più corta, il legame con il passato si faceva sfocato. Trasmettevamo - ammette Annie Ernaux - solo il presente.
Gli avvenimenti storici, pagina dopo pagina, anno dopo anno, le rivolte sociali, i fatti di cronaca, si legano e si collegano come un filo invisibile alla sua vita: l'adolescenza, l'università, l'aborto, il matrimonio, i figli, la morte del padre, il divorzio, l'insegnamento, la solitudine, la malattia della madre, i nuovi amori, la scrittura, questo libro, gli anni.
Alla decisione di salvare le circostanze narrando quegli anni, quella di restituire, ritrovando la memoria della memoria collettiva in una memoria individuale, la dimensione vissuta della Storia.

«Sarà una narrzione scivolosa, in un perfetto continuo, assoluto, che divori via via il presente fino all'ultima immagine di una vita. Un fluire interrotto, tuttavia, da foto e sequenze di filmati che a intervalli regolari coglieranno la forma corporea e le posizioni sociali successive del suo essere, fermi-immagine della memoria e allo stesso tempo resoconti sull'evoluzione della sua esistenza, ciò che l'ha resa singolare, non in virtù degli elementi esterni della sua vita (traiettoria sociale, profesione) o di quelli interni (pensieri e aspirazioni, desiderio di scrivere), ma per la combinazione degli uni e degli altri, unica in ciascun individuo. A questo «continuamente altro» delle foto corrisponderà, a specchio, il «lei» della scrittura».
In quella che vede come una sorta di autobiografia impersonale non ci sarà nessun «io», ma un «si» e un «noi», come se anche lei, a sua volta, svolgesse il racconto dei tempi andati.»


Tutto questo fa de Gli anni un memoir molto francese, molto europeo, molto privato, interamente nostro.
E di Annie Ernaux, per me - come ripeto ormai a tutti e ovunque - la miglior scoperta fatta nel 2014 insieme a Patrick Modiano.

«Erano in pochi / su tutta la terra / ognuno si credeva solo /furono folla a un tratto.»
[Paul Éluard]
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Reading Progress

July 17, 2015 – Started Reading
July 17, 2015 – Shelved
July 17, 2015 – Shelved as: autori-francesi
July 17, 2015 – Shelved as: letteratura-francese
July 18, 2015 –
page 37
13.91%
July 19, 2015 –
page 65
24.44%
July 25, 2015 –
page 89
33.46%
August 1, 2015 –
page 105
39.47%
August 3, 2015 –
page 136
51.13%
August 4, 2015 –
page 0
0.0%
August 5, 2015 –
page 174
65.41%
August 7, 2015 – Finished Reading
November 1, 2017 – Shelved as: autori-che-amo
November 1, 2017 – Shelved as: memoir
November 1, 2017 – Shelved as: storia

Comments Showing 1-7 of 7 (7 new)

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Gabril Applausi al talento di Annie Ernaux!


piperitapitta Gabril wrote: "Applausi al talento di Annie Ernaux!"

Incondizionati, da parte mia.


Agnes Se tu assegni 5 stelle è una garanzia ! Hai letto anche gli altri della Ernaux ? Se sì continua l’apprezzamento o.....?


piperitapitta Agnes wrote: "Se tu assegni 5 stelle è una garanzia ! Hai letto anche gli altri della Ernaux ? Se sì continua l’apprezzamento o.....?"

All'inizio ne avevo date quattro, ma a distanza di tempo è un libro che continuo a considerare importante e di grande valore, sicuramente il più completo e il più complesso di Annie Ernaux.
Ho letto di suo quasi tutto quello che è stato tradotto, ora sono in attesa della nuova traduzione de L'onta (che sarà tradotto con il titolo il nuovo titolo La vergogna, da lei fortemente voluto) e mi sento molto permeabile alla sua scrittura, alle sue tematiche e al sua capacità di fare della propria esperienza privata una voce universale.
Grazie, Agnes.


Hank1972 Ottima recensione !


piperitapitta Hank1972 wrote: "Ottima recensione !"

Grazie Hank, amo molto Annie Ernaux!


Hank1972 Si legge e si sente !


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