Zombie Friendly Quotes

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Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno by Giulia Reverberi
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“È un periodo incasinato per tutti. Non che normalmente io sia molto più socievole, però prima mi sforzavo di mantenere quel minimo di gentilezza per non farmi pisciare nella casella delle lettere.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“Sopravvivere è come far cadere l’ultimo pezzo di pizza per terra: lo alzi, confidi nella regola dei tre secondi e soffi, cercando di non notare nient’altro oltre alla fame che hai. Non si può fare gli schizzinosi quando non si ha altra possibilità.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“Tutto è estremamente trasparente, non so se sia un bene o un male. Nel dubbio mi preoccupo, che a pensar bene si fa sempre in tempo.
Non ti devi preparare quando le cose vanno come dovrebbero, anche perché non capita quasi mai.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“Seppellisco il loro ricordo, non avendo una tomba su cui piangere sono diventato io il loro sepolcro, ma il mio cuore è annegato nella polvere per troppo tempo.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“Questo è quello che siede sul trono dei coglioni, il ricco al monopoli, l’individuo che probabilmente non vale l’ossigeno che respira, ma che oggi sarà il mio problema principale. Quell’uomo, paffuto nonostante il razionamento alimentare, con i baffi neri curati come se fossero di plastica, con il completo elegante senza alcuna piega, è chiaramente l’apice di una piramide che mi si pianterà dove non batte il sole se non sto attento.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“Rifiuti e oggetti abbandonati completano il paesaggio desolato e pittoresco che un urban vlogger avrebbe sicuramente monetizzato benissimo ai tempi in cui Youtube ancora valeva qualcosa. Cinque anni prima dell’apocalisse, circa. Sorrido a pensare che, se ancora esistesse internet, camminare in mezzo agli zombie sarebbe parte delle morning routine di praticamente chiunque. Mi immagino una squinzia con l’ukulele raccontare quali prodotti per mantenere morbida la pelle possono essere usati come deterrente per essere ingurgitati dai mostri. Mi sarebbe molto utile, visto come sono ridotto in questo periodo.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“È così strano rendersi conto di essere fondamentale per qualcuno, mi fa quasi credere di contare qualcosa a prescindere dall’idea che gli altri hanno di me o di quanto posso essere utile. Forse essere “importante” è un cammino diverso da essere “necessario”, ma io non ho mai avuto un buon senso dell’orientamento in queste cose.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“In questa macchina, sotto questa coperta, schiacciato da un passato che non esiste più, il mio percorso lo devo mettere alle spalle, come il mio zaino, e tirare fuori quel che serve quando serve, salvandomi da solo. Non voglio seppellirlo, devo metterlo via con cura, come un vestito che non entra più, ma che è parte dei ricordi. Come un libro che mi ha insegnato qualcosa. Non siamo cimiteri, siamo biblioteche. E io ho finito di voler aggiustare una storia conclusa.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“La forza delle abitudini, sulla bilancia, rischia di pesarmi quanto il pericolo che sto vivendo. Perché mi ha insegnato ad avere paura di sbagliare e, per questo, ora ho paura di agire.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“In una vita dove tutti vogliono essere grandi e degni di nota non c’è spazio per chi trova gioia a essere il bambino seduto sull’erba che vede Superman sfrecciare nel cielo. Perché è poco, è miserabile, non dovrei volerlo. Lo faccio per fare quello strano, per attirare attenzione.
Così ho imbracciato le mie paure e mi ci sono ammantato, ho percorso i vicoli della mia coscienza per scovare una sola traccia di quel malvivente che fa diventare Bruce Wayne Batman, ma ho trovato solo graffiti di sensi di colpa e spazzatura composta dai pezzi di me abbandonati lungo il percorso.
C’è chi non è nato per essere un eroe o un cattivo, che non vuole rientrare sotto etichette di nessun genere. Ma poi se non sanno come chiamarti finirà che, alla peggio, avranno paura di te e, alla meglio, rientrerai in quella zona grigia di persone con il patentino della compassione. Che possono fare quello che vogliono perché mica contano qualcosa.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“Non scrivono storie sui ragazzi come me, un po’ strani, normalmente anonimi, tristemente diversi, che se non lo fossero sarebbe anche meglio. E in fondo un po’ se la cercano. Sarebbe opportuno che la smettessero, abbandonando le cazzate da ragazzini, mettendosi quella camicia che porta i colori della serialità, della società. Quella giusta e normale. Però a me le camicie anonime non sono mai piaciute e credo che mi calzerebbe ancora meno una vita uguale alle altre.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“Tutti hanno un talento, il mio è sbagliare percorso e rimanerci incastrato. Quando in gioco c’è la tua vita non ti viene concesso più di quello che hai e, se non è abbastanza, dovevi pensarci prima di nascere inadatto all’esistenza.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“Potrei fermarmi o andare a controllare, ma se c’è una cosa che ho imparato dai film horror alle tre di mattina è che, chi si fa gli affari suoi, campa mediamente più di chi ha un’opinione diversa. E che se devi dormire due ore prima di andare al lavoro, è meglio rimandare alla notte successiva.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“Da quel che ho visto la malattia cambia anche l’interno delle persone, non che io abbia potuto controllare più di tanto, tendono comunque a non apprezzare che qualcuno si avvicini al loro corpo senza consenso. Che in realtà era così anche prima, con le persone, ma sembrava non valere per tutti. Erano altri tempi. Probabilmente gli zombie hanno cambiato anche le “persone troppo espansive” e le hanno messe in riga, non mi sento di giudicare quest’apocalisse un totale fallimento. Sì, ha ucciso migliaia di persone e fermato la civiltà come la conoscevamo, ma ha fatto anche tante cose buone.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“Forse gli zombie sono questo: il modo che ha la natura per aggiustare il tiro; un insetticida di marca scadente per l’infestazione che hai scoperto nell’armadietto ad angolo sotto il lavello, che non avresti mai voluto toccare ma, a una certa, non potevi più ignorare.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“Non riesco del tutto a escludere che possa esserci qualcosa che ci ha creati perché, come ogni essere umano, sono egocentrico e non posso rassegnarmi all’idea che siamo nati da microbi che passavano per caso, si sono trovati bene insieme e hanno deciso casualmente di generare la vita.
Probabilmente siamo solo un inconveniente di una bella serata tra cellule che non sapevano ancora cosa fare da grandi. Pensare che la casualità abbia messo al mondo una razza come la nostra mi obbligherebbe ad accettare che siamo stati la pagliuzza corta dell’evoluzione. Un giorno terribile per il resto del cosmo.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“Immagino che sia straziante essere il nostro Dio, un continuo pensare e progettare labirinti per i suoi topi per poi vedere che si sono strozzati con la saliva prima ancora di uscire dalla casetta iniziale.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
tags: dio, god, humor
“Quest’apocalisse ha deluso le mie aspettative. Non che mi voglia lamentare, ma mi era stato promesso qualcosa di diverso dalla cultura pop, molto più punk-rock, stile incubo da LSD. Ci hanno tagliato il budget, siamo un pilot in cui nessuno ha creduto davvero.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“All’apice del parcheggio, a congiungere il mini market e gli altri due stabili, c’è una striscia di marciapiede, davanti a una palestra e a un ristorante asiatico “All you can eat”. Non riesco francamente a immaginarmi quale sadico e disfunzionale criterio urbanistico abbia permesso una cosa del genere.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
tags: humor
“Solitamente aspettare funziona, basta solo che lo zombie non mi veda per un po’ e si scorda di me. Esattamente come il mio ex quando stavamo insieme.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“Di fianco al ristorante italiano c’è un pub che non ho mai frequentato prima, avevo sentito certe voci sulla pulizia che avrebbero fatto vergognare la salmonella. L’insegna del locale ha come logo una sirena che fa il bagno in un bicchiere di Martini e un font in grassetto urla al pubblico “Flint”.
Non so se sia più improbabile l’apocalisse o che un pub scelga il tema marinaresco, in piena campagna, come buona idea di marketing, ma eccomi qui, davanti a entrambi. Se volevano dare l’idea di una bettola di porto, missione riuscita.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“Tutto intorno negozi, bar e luoghi di ritrovo sono stati cristallizzati nel giorno in cui la loro utilità è venuta meno, abbandonati con ancora le stoviglie in tavola, le porte tenute aperte, i cartelli che invitano a entrare per piatti del giorno scaduti da mesi. Per la maggior parte di loro è colpa dell’apocalisse, per altri è un’ottima scusa.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“Se a causare la mia fine sarà un’atleta del liceo, con tutta probabilità tra i fighi della scuola, vuol dire che sopra alle nuvole qualcuno ha del senso dell’umorismo. Morgan Freeman mi è sempre sembrato spiritoso, d’altra parte. Anni dopo aver superato il bullismo alle superiori mi devo augurare che lui superi me, tirando dritto e continuando a camminare il più possibile.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“I soldi perdono valore, i libri ne acquistano, suona come una metafora ma potrebbe essere una psicosi.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“Essere zombie è come avere una parola sulla punta della lingua e scegliere quella sbagliata nei primi duecento tentativi per poi cambiare discorso.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
tags: zombie
“Sono esseri umani cerebralmente pigri, non si ricordano che avere un corpo comporta una serie di azioni automatiche, quelle che hanno anche solo una piccola necessità di sforzo di volontà sono un problema. Li capisco molto da questo punto di vista, ho una collezione di abbonamenti in palestra intonsi.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
tags: zombie
“Se acchiappano qualcuno, di lui non rimane nulla, qualche osso e la Macchia dove lo hanno sbranato. I primi giorni che le vedevo, quando ne schivavo una o incappavo in una gabbia toracica abbandonata per strada, l’ansia dava una spallata alla parete del mio autocontrollo. Quelle ossa le ho anche io, sono nascoste sotto strati di cose che, se sono state create, vuol dire che servono dove sono.
Rendersi conto che di una persona possa rimanere una porzione così piccola da essere trasportabile, mi ricorda quanto fragili e abbattibili siamo, noi esseri umani. Fatti di milioni di pezzi con infinite capacità di incasinarsi.
Ma poi passa anche la paura o l’inquietudine se si dà loro il tempo per consumarsi. Ci abituiamo a tutto.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“Il mondo è perduto ma i cani non li deve toccare nessuno, è una regola che vale sempre, dagli horror alle situazioni disastrose. La violenza sugli animali è la linea di demarcazione tra l’orribile e l’inaccettabile.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“Ho bisogno di cercare un motivo dietro tutto questo, ogni giorno spero che un’illuminazione mi regali qualche collegamento. E invece no. Sono morti tutti e sono rimasto solo io, fine della storia. Mi sembra quasi di essere dopo la fine di un film: la vicenda principale si è svolta e ora non interessa più, succeda quel che succeda. Sono scivolato oltre i bordi di una sceneggiatura che la gente ha dimenticato.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
“Sono tutti morti. Le loro cose gli sono sopravvissute e ora perdono di significato. Succederà anche a me.”
Giulia Reverberi, Zombie Friendly: Ci si vede all'inferno
tags: sad

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