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Proleterka
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## La crociera della vita
Pochissime parole, frasi minime, poche pagine, a creare un miscuglio di vita ed emozioni, condensate sul filo del controllo.
Al centro della storia, come in I beati anni del castigo, un’altra ragazza (qui senza nome) difficile. E’ in crociera su quella vecchia nave jugoslava, un po’ tetra, verso la luminosa Grecia. E’ con il padre, un po’ in là con gli anni, segnato dalla malattia. L’intento è quello di sviluppare il loro rapporto, molto freddo, prima e dopo il divorzio dei genitori, pur con un legame affettivo che al fondo si percepisce. Non ci riusciranno. La ragazza è alla ricerca di vita ed esperienza, e troverà la cruda iniziazione sessuale con gli ufficiali di bordo. Il padre, taciturno e assente, mostra un doloroso distacco, delle cui cause sapremo solo alla fine del libro.
Attorno a questo nucleo centrale, si snodano le storie dei due rami famigliari della ragazza senza nome, dislocati tra la Svizzera, l’Italia, e l’America (del nord e del sud). La nonna materna Orsola, che l’ha cresciuta, e le sue figlie. Tra cui, la mamma, lontana, della ragazza. Donne forti, assertive, astiose verso gli uomini, il mondo, l’esistenza. La famiglia del padre, ricca e poi in rovina a causa del fratello malato. Diversi altri personaggi - l’amico del padre, il reverendo, il vicino assassino, il parente suicida - completano un quadro inverosimilmente affollato e ricco per un testo così breve.
Temi: il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, le difficoltà di comunicazione tra umani, rapporti inter-famigliari disgregati, la morte come inevitabile esito finale che riempie ossessivamente i pensieri, la ricerca di un senso esistenziale. Saldi e consapevoli in quei pochi "millimetri tra equilibrio e disperazione".
Ho letto girovagando in rete un accostamento della ragazza senza nome con Cecile di Bonjour Tristesse. In effetti, qualche parallelo c’è, l’età e connessi problemi della protagonista, il legame, sebbene molto diverso, con il padre, i difficili rapporti con la compagna del padre, il sole ed i colori del mare (là la Costa Azzurra, qua la Grecia), il tempo che passa ed il velo di malinconia-tristezza.
Pochissime parole, frasi minime, poche pagine, a creare un miscuglio di vita ed emozioni, condensate sul filo del controllo.
Al centro della storia, come in I beati anni del castigo, un’altra ragazza (qui senza nome) difficile. E’ in crociera su quella vecchia nave jugoslava, un po’ tetra, verso la luminosa Grecia. E’ con il padre, un po’ in là con gli anni, segnato dalla malattia. L’intento è quello di sviluppare il loro rapporto, molto freddo, prima e dopo il divorzio dei genitori, pur con un legame affettivo che al fondo si percepisce. Non ci riusciranno. La ragazza è alla ricerca di vita ed esperienza, e troverà la cruda iniziazione sessuale con gli ufficiali di bordo. Il padre, taciturno e assente, mostra un doloroso distacco, delle cui cause sapremo solo alla fine del libro.
Attorno a questo nucleo centrale, si snodano le storie dei due rami famigliari della ragazza senza nome, dislocati tra la Svizzera, l’Italia, e l’America (del nord e del sud). La nonna materna Orsola, che l’ha cresciuta, e le sue figlie. Tra cui, la mamma, lontana, della ragazza. Donne forti, assertive, astiose verso gli uomini, il mondo, l’esistenza. La famiglia del padre, ricca e poi in rovina a causa del fratello malato. Diversi altri personaggi - l’amico del padre, il reverendo, il vicino assassino, il parente suicida - completano un quadro inverosimilmente affollato e ricco per un testo così breve.
Temi: il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, le difficoltà di comunicazione tra umani, rapporti inter-famigliari disgregati, la morte come inevitabile esito finale che riempie ossessivamente i pensieri, la ricerca di un senso esistenziale. Saldi e consapevoli in quei pochi "millimetri tra equilibrio e disperazione".
Ho letto girovagando in rete un accostamento della ragazza senza nome con Cecile di Bonjour Tristesse. In effetti, qualche parallelo c’è, l’età e connessi problemi della protagonista, il legame, sebbene molto diverso, con il padre, i difficili rapporti con la compagna del padre, il sole ed i colori del mare (là la Costa Azzurra, qua la Grecia), il tempo che passa ed il velo di malinconia-tristezza.
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Proleterka.
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December 25, 2023
– Shelved
December 25, 2023
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August 24, 2024
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Started Reading
August 28, 2024
–
Finished Reading
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message 1:
by
Ilse
(new)
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rated it 4 stars
Aug 30, 2024 12:48AM
Excellent review, Hank - quite fascinating parallels you drew with Sagan's Cécile. Reading Jaeggy in an English translation, I was very impressed by her writing style, the iciness of the tone - because you read her in the original, you make me wonder how her prose felt for you?
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Hi Ilse, thanks for your appreciation and ideas. I would define her style minimal and essential, sculpted, cool if you want in tone but capable of creating a warm interior and emotional atmosphere.

